POESIA: ALL’ INNO ALLA NOTTE



 
Vieni, 
Notte antichissima e identica,
Notte Regina nata detronizzata,
Notte internamente uguale al silenzio, 
Notte con le stelle, lustrini rapidi
sul tuo vestito frangiato di Infinito.
Vieni e cullaci,
vieni e consolaci,
baciaci silenziosamente sulla fronte,
cosi lievemente sulla fronte 
che non ci accorgiamo d’essere baciati
se non per una differenza nell’anima
e un vago singulto che parte misericordiosamente
dall’antichissimo di noi
laddove hanno radici quegli alberi di meraviglia
i cui frutti sono i sogni che culliamo e amiamo,
perché li sappiamo senza relazione 
con ciò che ci può essere nella vita.
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